Mah, non lo so, ti dirò. Mi sono rifugiata in questa dimensione senza spazio né tempo, e un po' ammetto di sguazzarci dentro. Lo so che è inconsistente, però è anche amniotica, e quindi mi ci immergo direttamente in posizione fetale. Però non scambiate tutto questo col bradipismo, no, non provateci neppure: rimango la stessa iperattiva rompiballe di sempre. Più che altro è una questione di sensi. Forse è che sono così immatura da non riuscire a contenere tutto quello che vorrei nel mio bagaglio emotivo senza venir inondata da cascate di nostalgia. E dopo tante volte che l'ho fatto, dopo essermi fatta stordire ripetutamente dalle situazioni, dai volti, dai colori, dalle persone, dai suoni, è come se adesso ammortizzassi un po' tutto.
Il dolce fanciullo partirà tra qualche settimana. E starà via per almeno sei mesi. Me l'ha detto da poco, e insomma, là per là un po' di vuoto dentro l'ho sentito. Poi, più nulla. Poi, l'inevitabile, oggi: sul pullman stavo per accettare caramelle da una sconosciuta. E l'ho realizzato. Touchè.
Grattugio sul fondo del pentolone che sbuffa "cose-da-fare" un po' di tempo per questo angolino che ho qua che curo già troppo poco. Però su, comprendetemi, sono nel bel mezzo delle feste pasquali, sono gggiovane e non posso mancare a tutti i cioccolato-colomba party a cui sono invitata. Yeah.
Forse son riuscita a trovare un lavoro part time decente da integrare allo studio. Anzi, più di uno. Non ci crederete, ma da disoccupata cronica adesso ho pure l'imbarazzo della scelta. Però ce n'è uno che mi sollazza in maniera particolare, giacché ha a che fare con un hobby che coltivo con passione da quando ero alta più o meno così *fa strani gesti con la mano all'altezza del ginocchio*, ovvero la fotografia. A proposito di quest'ultima, mi è stato proposto di partecipare ad una mostra collettiva. Una cosa in piccolo, eh, non immaginatevi sale enormi dalle pareti bianche e da certe stampe enormi appesevi: sarà molto più probabilmente una stanzetta dimensioni ripostiglio, ma tant'è. La mia città inizia a piacermi, un pochino. Ho sempre avuto qualche difficoltà ad accettarla, ma ultimamente la vedo luminosa, colorata con pennellate di tempera dai toni vivi, pullulante di posti da vedere, cose da fare. Devo dare un taglio al mio essere telefilm-addicted: non guardo un film da un mese per divorare, ingorda, puntate -nell'ordine- di Ally McBeal, Six Feet Under, ed, attualmente, Friends. Dopo sarà la volta di Grey's anatomy, se qualcuno non mi ferma prima. Con una cura di disintossicazione alla Arancia Meccanica, tipo. Mi scordo sempre di prenotare una visita dal dentista per questo dente del giudizio che mi infastidisce un po'. Poi c'è un dolce fanciullo che ha incrociato per caso la mia traiettoria. Però non so. Credo che continuerò il tira e molla per un pochino, ignorando come al solito il grillo parlante che mi sputacchia qualche frase nell'orecchio.
Parole libere delle sette del mattino che profumano di tigli e grandi campi di pannocchie e melanzane; parole brutte che ti tagliano i capelli; parole che parlano piano, che tacciono forte.
C'è che c'ho una forza, adesso, che mi mangerei il mondo.
E vabe', mi avete vista. Ho esaurito la mia lista, più lunga di quella dei debiti di Donald Duck, sulle giustificazioni intorno il perché ogni tanto io mi prenda questi lunghi periodi di pausa dal fantastico mondo anzichenò della blogosfera.
La verità è che non lo so nemmeno io, ora come ora... sarà che gli ultimi, soliti, drastici cambiamenti mi abbiano portata a tagliare un po' i ponti con tutto ciò che facevo in passato, cosa che va dal fare colazione con croccanti fette biscottate sulle quali spalmavo accuratamente una deliziosa confettura di ciliege fatta dalla nonna, all'usare il mio segnalibro/stampa di un'opera di Canova, allo scrivere. Sarà che semplicemente non avevo voglia di razionalizzare il tutto, ma semplicemente voltare pagina, senza chiedermi nulla.
Epperò, epperò... è successo che sono rimasta sorpresa da me stessa. Mi spiego meglio: non so se vi siete mai trovati in una di quelle situazioni del tipo: "Lo faccio, o non lo faccio?" "Ci vado lì, o non ci vado?". Bene, solitamente una persona normale si autoanalizza un po', e alla fine opta per la decisione che, secondo lei, le porterebbe le minori sofferenze, tenendo conto della sua emotività, del modo in cui reagisce di fronte determinate cose, e roba simile.
Beh, sapete che vi dico? Balle. Io stavolta ho deciso di fare l'esatto contrario di ciò che avrei fatto. E mai, e sottolineo MAI, come stavolta, mi sono sentita sicura di aver preso la strada giusta, da quando regolarmente mi trovo davanti ad un bivio senza cartelli né suggerimenti all'orizzonte. E l'autoanalisi è una gran cazzata.
Gosh. E' stato bello condividere questa cosa con voi. E scrivere, sì, mi manca proprio.
Lo so, lo so. Non ci credo nemmeno io, fondamentalmente. Ma eccomi qui, tornata a tutti gli effetti a casa, gocciolante per la ritrovata pioggerella settembrina, fresca e necessaria. No, aspettate prima di scagliarmi contro i fascicoli e le suppellettili varie che avete a portata di mano nei vostri uffici o studi in cui avete passato parte dell'ultimo mese: non è che sono stata a bighellonare sulla spiaggia per trenta giorni pieni pieni, eh. Anzi. E' che tra i dieci giorni al mare, un secondo viaggetto assolutamente non previsto al paesello della nonna, serate spese ai vari cinefestival(ho bivaccato coi fratelli Cohen, perdio!), computer in assistenza, insomma, non sono riuscita mai a lasciarvi un saluto. Ma sono qui ora, come al solito pregna della mia immaturità che al solo pensare che anche st'estate è volata, mi sale su un sacco di nostalgia e riesco a trascinare con sempre più fatica lo schedario emotivo che mi porto appresso. Vabè, adesso per raccontare tutto non basterebbero le pagine dello Zibaldone, quindi rimando la cosa ai prossimi post, anche perché ho bisogno di un po' di tempo per catalogare tuttotuttotutto. Nel frattempo pero' ho notato che c'è una cosa che con gli anni non cambia mai: l'insieme degli eventi che costituiscono il ritorno.
Fase uno: la nonna. Ogni santo anno, nel vedermi abbronzata e più in forma, cerca di farmi riacquistare tutti i chiletti persi al mare per nuotare tentandomi con crostate, salumi, primi piatti corposi.
Fase due: i fratelli ed i cugini. Sono esseri pestiferi che non fanno che ipotizzare, senza che io gli dica assolutamente nulla, storie tormentate e passionali con un qualche ragazzo conosciuto al mare del tutto inventato, urlando ad alta voce le loro stramberie sulla mia vita amorosa giusto per far preoccupare la mater. Quest'anno è stata la volta del: "Allora è vero che porti in grembo 8 gemelli? Bel colpo per avere 20 anni, eh! Dai che chiamiamo la Vita in diretta e conosci pure Cucuzza!". Che culo.
Fase tre: la cena con i vicini. Solitamente si svolge ingurgitando litri di vino e finendo con il parlare di argomenti più assurdi e strambi e vattelappesca: questo è stato l'anno del "Raccontaci anche tu la volta in cui durante un viaggio tortuoso hai rimesso in maniera più coreografica, con chi eri, come, dove, perché!" A chi aveva sporcato una macchina non sua assegnavano 50 punti in più.
Fase quattro: i contatti msn. Al primo segno di onlainaggio mi contattano tutti insieme per farmi il terzo grado. Ed io, siccome non scrivo nulla su una tastiera da 30 giorni, ci metto circa un'ora per cercare le varie letterine con cui formulare frasi di senso compiuto. In genere dopo due minuti, nel leggere ciò che scrivo, mi credono autistica e mi salutano.
Per cominciare, v'avviso che stavolta avrei voluto mettere un tormentoncino estivo tutto da ballare come canzone, ma c'ho questa qua in testa da due giorni e ve la sorbite. Però si accettano consigli su una eventuale alternativa musicale: updaterò il post. "Guarda che puoi pure non mettercela, la canzone", direte voi. E invece no, vi dico io, perché perché sono fatti miei. No, in realtà ce la metto perché ogni mio pensiero, ogni momento della mia vita, sia che stia facendo la spesa, sia che stia pulendo casa o che stia uscendo con le mie fedelissime Converse ai piedi o che stia barcollando su tacchi 100 prima di una rovinosissima caduta, ogni sguardo, ogni azione di ogni persona che incrocio deve avere la sua colonna sonora. Così è, così sarà in saecola saecolorum. Finita questa digressione, torniamo a noi.
Anche questo semestre s'è concluso. Chiusi i libri, mi ritrovo qua, a poco dalla partenza per un luogo completamente sconosciuto, a pensare. Stesso periodo, stesso caldo torrido che mi riduce ad una larva e che mi costringe a non mettere il naso fuori casa prima delle 22, sempre io. Dov'è che ero gli anni scorsi?
Tre anni fa avevo vinto una scommessa con me stessa. Per lavorarci su non me la sono goduta più di tanto, quell'estate, però ero fiera di me, e questo bastava per me a sopportare l'afa cittadina. Un po' di mare ogni tanto e via. Quella successiva, di battaglia, l'ho persa, ma tant'è.
Quella di due anni fa è stata un'estate carina. Avevo le energie giuste, ed ero lì, nessuno poteva fermarmi. L'inizio di una specie di "nuova vita" era andato alla grande, seppur con qualche scontentezza che pesava sullo stomaco. Ma era perfetto così.
Un anno fa ogni mio equilibrio è stato rotto, completamente. Come se te ne stessi lì a sciare tranquillo/a, ed una valanga ti travolgesse. Inizio meraviglioso, forse uno dei periodi più belli della mia vita. L'eccitazione per fare un viaggio, ogni volta il cuore che faceva su e giù dalla gola allo stomaco, vita, vita, vita. Tutto è stato velocissimo ed intensissimo, forse non avrei dovuto correre tanto perché poi, indovinate un po', sono caduta col culo per terra. E poi forse sono morta in parte, devastandomi ogni giorno per non pensare.
E oggi? Eh, oggi chi lo sa. Cioè, sono cambiata, e tanto. Non posso negare che tutto quanto successo negli anni scorsi non mi abbia scalfita, anzi. Si parte, stavolta di sicuro. E si prospetta un bel mese all'insegna del divertimento. Dove non penserò, mi rilasserò sorseggiando drinks a caso su e giù per lo stivale. Voglio tornare proprio tutta nuova, una volta per tutte.
Dove avete detto che si trova il bagno?
UPDATE: soundtrack del post cambiata sotto suggerimento de IlGuizzo. Ho dovuto setacciare il uebb fino ad arrivare a questa tal "Irenebodyandsoul" per trovarla, ma ne è valsa la pena. Per qwe: ho cercato quella canzone in ben tre siti di musicherie da blog, senza successo. Ma grazie ugualmente! :D
Guardami. Guardati. Guardaci, mentre ce ne andiamo a zonzo con quel carico di finta consapevolezza sulla schiena ma con il petto bello in fuori. Abbiamo un'opinione su tutto-e nulla la cambierà-, ma appena si presenta all'orizzonte un nuovo ideale ci spintoniamo a vicenda per essere i primi a crederci. Un po' per noia, un po' per "mancanza d'altro". Ci vediamo tutti i pomeriggi alle cinque per un aperitivo spendendo il nostro tempo a chiacchierare con nostalgia su come eravamo tot tempo fa, e pensando che tra tot tempo staremo sempre ed ancora lì a chiacchierare con nostalgia su come siamo adesso. Siamo i creatori di nuove scienze, ma siamo in balìa del progresso e non crediamo più in nulla. Siamo così con i piedi per terra che difficilmente alzeremmo il naso all'insù, in un giorno di pioggia, per sentirla scoppiettare sulla nostra faccia scurita dallo smog e dalle preoccupazioni. Abbiamo nel lettore mp3 la nostra playlist di canzoni cool, guardiamo pellicole problematiche e ci sentiamo spesso completamente incapaci di prendere una semplice direzione. Poi ci sentiamo del tutto persi quando, consapevoli di questo, vediamo gli altri realizzare e realizzarsi, ed essere apparentemente felici del loro mondo perfetto. Sì, forse non siamo niente, e ci facciamo annientare dalla nostra staticità quando intorno a noi tutto continua a camminare e a girarci intorno con un sorriso beffardo stampato sulla faccia.
Cadiamo a terra per delle parole non dette. Per degli abbracci mancati. Per delle situazioni schivate. Poi però ci rialziamo, insieme ai nostri difetti ed alle nostre imperfezioni. E nessuno ci vincerà mai.
Nessuno.
"Listen to the girl
As she takes on half the world
Moving up and so alive
In her honey dripping beehive"
Fondamentalmente non sono una modaiola. Ho un mio stile, questo sì, ed anche molto particolare aggiungerei, ma con la moda ho davvero poco da spartire. Abbino scarpe sportive a gonne lunghe e scarpe dal tacco 12 che spesso e volentieri rubo alla mater familias, regredendo all'età di cinque anni, a pantaloni che obiettivamente poco ci azzeccano. Inoltre, dando uno schiaffone enorme alla femminilità, sono un'onicofaga convinta.
Adesso, per combattere i miei vizi, sono solita autoumiliarmi e coprirmi di ridicolo finché non li abbandono completamente. Non sto qui a raccontarvi come ho fatto a smettere di fumare, ma vi dico volentieri come sto cercando di smettere di mangiare le unghie. Ho comprato uno smalto verde acido. Ma di quelli proprio sciocc, che se li fissi per più di due secondi finisci col perdere almeno due diottrie o, nel peggiore dei casi, acquistare cecità completa. Per farla breve, comunque, questo colore sulle mie manine pallide e le mie unghiette corte fa veramente cagare. Ad ogni modo, poco avvezza allo shpalmamiento del suddetto, non solo ho centrato di più le dita che le unghie nello stenderlo, col risultato che adesso ho le mani che farebbero invidia alla figlioletta di Shrek, ma nel cacciare un paio di insetti che si stavano pericolosamente avvicinando a me(probabilmente attirati dall'odore di quell'intruglio chimico)mi sono anche imbrattata completamente la faccia, ma soprattutto le palpebre, dal momento che ho strizzato gli occhi all'avvicinarsi degli insettucoli e subito dopo li ho stropicciati con le dita. Adesso non so per quanto tempo rimarrò così, dal momento che credo non sia una cosa esattamente saggia togliere tutto quel verde dagli occhi con l'acetone(ma vi assicuro che con questo caldo che mi rincoglionisce del tutto, è una cosa che avrei potuto tranquillamente fare). Ah, ho anche scoperto che questo -pare- nuovo smalto sia resistente ma semplice da togliere: al momento la mia onicofagia sta combattendo contro la L'Oreal, e devo dire che se la cava anche bene. Sono 1 a 1. Sì, perché effettivamente 'sta roba si toglie, ma il grattugiarla coi denti dalle dita mi sta provocando una vera e propria intossicazione.
Se trovate un orco figo però passatemi il suo numero o il suo contatto emmessenne in privato. No perditempo. Se sarò viva, risponderò.
Giuda Bbballerino. Mi sa mi sa che è ora che io qui faccia qualche aggiornamento. Come al solito lascio passare tempo, tempo e tempo prima di riaprire codesto account ameno, ma che posso dirvi? Questo caldo della madonna mi succhia ogni energia. Con la conseguenza che non riesco a scrivere niente di sensato(non ci riesco da normale, figuriamoci così, con tutti i neuroni bruciati dal solleone estivo e dalle porcherie che ingurgito regolarmente ogni uicchend).
Occhei, partiamo dal mio ultimo post. Cos'è successo con quel ragazzo? Eh. E' successo che dopo un paio di uscitine piacevoli(no, tranquilli: non gliel'ho data)ho scoperto che la sua ecs era nientepopodimeno che un'amica mia, che tra l'altro è ancora innamorata di lui e che oggi mi ha messa in un imbarazzo tale di fronte alle altre(che sapevano che io uscivo con questo ragazzo ed hanno scoperto come me, pochi giorni fa, chi fosse in realta'-minchia, manco si trattasse di Superman: che cazzo parlo a fare così?-)che mai lo avrei immaginato nemmeno nei miei peggiori incubi di bruciata di città. Mi ha infatti detto, guardandomi dritta negli occhi ma-cosa PEGGIORE-senza alcuna malizia o doppisensi: "Secondo me frequenta un'altra." Alché prima di vedere un lacrimone scendere dal suo occhio sinistro isterico e prima di sentirmi immotivatamente una stronza incredibile, l'ho chiamato e mollato definitivamente, riconquistandomi la pole position nella classifica delle Sfigate del duemilasette.
In compenso sto macinando tutta la produzione del fascinoserrimo signore in foto. Credo di amarlo. E manco a farlo apposta, adesso qua ci starebbe bene una colonna sonora di Badalamenti, il suo musichiere di fiducia, ma vabbè oh non l'ho trovata onlain e vi accontentate di questo pezzo similtresc che è comunque incluso nel suo ultimissimo capolavoro.
In più: perché mi spostano sempre gli appelli d'esame? Sigh. Voglio andare a studiare in uno di quei colleges americani che si vedono nei film demenziali in tivvù. Dove tutti festano e fastano e alla fine riescono pure a finire l'anno con ottimi voti. Ecco.
Detto cio', che aggiungere? Boh, per ora niente mi sa. Da oggi posterò regolarmente però. Promesso.
Ciao fanciullini belli miei.
Ah, dimenticavo: mi piace ancora il mio ecs. Ma fate finta che non l'abbia detto. Ciao.